9° POLICE CUP - CRACOVIA, 9 - 13 GIUGNO 2012 -TROFEO FAIR PLAY
MEMORIAL”GIULIO SIMONI”
E’ stato istituito un premio ai Club che risulteranno i più numerosi ed organizzati e si saranno contraddistinti come i più disciplinati durante tutto il Torneo.
PREMIO Trofeo + Muta calcio (18 giocatori) SOGGIORNO GRATUITO Gratuità per 1 persona
N.B.: Il completo da calcio è composto da: 18 maglie, 18 pantaloncini e 18 calzettoni con i colori del Club premiato.
I Premi verranno consegnati subito dopo le Finali. Tutte le squadre dovranno presentarsi allo stadio per ritirare il proprio premio.
VINCITORI MEMORIAL “GIULIO SIMONI” DAL 2006 AL 2011
USD MAZZOLADA-JULIA PORTOGRUARO • GS BOLGHERA TRENTO • ASD CRESPELLANO • UC SOLESINESE • CASTEL S.PIETRO TERME CALCIO • SS TRITIUM 1908 TREZZO D’ADDA • ASD TIBERIO ORSINI GIULIANOVA • US VIGUZZOLESE • POL. LA VETTA DOMEGLIARA • AS ACQUACETOSA ROMA • POL. DON ORIONE PAVIA • AS ATLETICO CALCIO CAGLIARI • USD CASELLINA FEMMINILE • USD SAMPIERDARENESE • POL. VALFINO • ASD JUVENTINA VALPANTENA • ASCOLI CALCIO 1898 • DINAMO RÂMNICU VÂLCEA(ROU) • ASA BEIRUT(LIB) • JUNIOR NUVOLERA CALCIO • AS MONTEVIDONESE • ASD MONTEGIORGIO • POL. SPES VALDASO •
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GIULIO SIMONI Nato ad Ascoli Piceno il 04/01/1959. All'età di 14 anni si avvicina all'atletica come marciatore, ma dal calcio ha i migliori risultati. A 16 anni gioca nelle giovanili della Sambenedettese come portiere, ai tempi di Tacconi e Zenga.
A 18 anni si arruola in Polizia. A 20 anni si sposa con Lolli Leonora che aveva conosciuto ai tempi dell'atletica.
Nel 1980 lascia la Polizia e và in Germania dove nascerà il primo figlio Alex (tuttora calciatore in serie D). L'anno dopo lascia la Germania e rientra in Polizia. Nel 1983 nasce l’altra figlia Federica. Qualche anno in giro per l'Italia a Roma, Napoli, Torino e Piacenza, poi il ritorno ad Ascoli in Questura. Quì riprende la sua attività calcistica come portiere nell'Ascoli Barbagrigia (calcio a 5) per poi passare nelle file del Roccafluvione, paese vicino Ascoli, dove viveva. Quì si occupa del settore giovanile che sarà la sua passione. Smette presto di giocare per fare l'allenatore, vincendo il campionato di 3° categoria con il suo Roccafluvione. Lascia il Roccafluvione per creare la squadra del
Gruppo Sportivo della Polizia di Ascoli Piceno con la quale partecipa a diversi tornei internazionali all'estero (Germania, Croazia, Spagna e Praga) e ai campionati amatoriali FIGC per tanti anni. La sua squadra della Polizia partecipa tuttora al campionato “Amatori FIGC” e porta il suo nome: “G.S. Giulio Simoni”.
Perché il Memorial Fair Play
Se in questi anni siamo riusciti ad organizzare manifestazioni calcistiche, con sacrificio ma anche con piacere, è perché l’abbiamo fatto forti dell'ammaestramento di Giulio e dell'esperienza e dei suggerimenti che egli ha continuato a trasmetterci anche dopo la sua rinuncia a ricoprire un ruolo attivo nell'organizzazione.
La sua fortissima personalità è stata a lungo il nostro punto di riferimento, l'impegno profuso generosamente nella meticolosa predisposizione di ogni particolare, anche all'apparenza insignificante, è stato il modello al quale rapportare ogni nostra iniziativa. Ma il debito accumulato verso l'uomo è davvero enorme. Lo sguardo pacato, i gesti misurati, la capacità nell'inseguire gli obiettivi che si era prefisso, infondevano sicurezza in coloro che con lui avevano la fortuna di collaborare e rendevano possibile il raggiungimento di qualunque meta. Profondissimo poi, era l'amore per lo sport, profondissimo e del tutto particolare. Amava lo sport di quell’amore che a questo lega l'adolescente, ne amava la fatica, l'ostinazione necessaria a raggiungere il traguardo, la durezza del confronto con l'avversario, ne amava anche il sapore amaro e l'umiliazione della sconfitta, ne amava anche l'amarezza dell'ingiustizia subita dalla sorte, ne amava l'odore acre del sudore e il suono sordo del respiro rotto dalla fatica. Ma quello che ne amava di più era la correttezza verso l'altro, per Giulio il piacere di misurarsi con l'avversario e di scoprirsi più forte, era pieno, era vero solo se lo scontro poteva considerarsi leale. L'avversario era davvero tale solo se poteva considerarsi un amico, un altro di se stesso, e come tale lo considerava e tale voleva essere considerato. Altrimenti non era gara, non era sport, non era qualcosa che potesse essere condiviso con i ragazzi delle giovanili, non era cosa degna di essere ricordata. Alla sua memoria desideriamo dedicare questi tornei e a lui intitolare i trofei “fair play” che verranno assegnati a quelle compagini che sembreranno
ispirarsi a quei valori che Giulio vedeva incarnati nello sport e si distingueranno per la migliore organizzazione ed il comportamento più corretto fuori e dentro il campo, perché gli occhi di Giulio non siano mai chiusi nella nostra memoria.
Il Comitato Attività Sportive Polizia di Ascoli Piceno
Come ho conosciuto Giulio
Il calcio per me è stato sempre una grande passione alla quale assai spesso ho sacrificato più del giusto ma che, altrettanto spesso, mi ha permesso di vivere momenti straordinari e di conoscere persone fuori dal comune. Una di queste era Giulio Simoni. In Polizia arrivai ad Ascoli Piceno nel 1995, allorchè, vecchi amici Carabinieri (ero nell'Arma nel 1982) conoscendomi anche come calciatore mi proposero di allestire una squadra per partecipare ad un torneo di calcio interforze. Raccolto qualche sponsor, iscrissi la squadra come “G.S. Polizia di Ascoli Piceno”, denominazione che ritenevo fosse appropriata ma che invece mi valse le ire di quei colleghi che da tempo partecipavano a competizioni sotto quel nome. Tra questi vi era Giulio che di quella squadra ne era il fondatore e insieme presidente, allenatore e giocatore, e che non fu certo il più tenero nel rimproverarmi l'inopinata sfrontatezza dell'iniziativa. Però quel torneo, anche grazie a Giulio, lo vincemmo. Con il gruppo sportivo della Polizia, dato vita da Giulio, in seguito partecipammo a numerosi tornei di calcio, anche internazionali, qualcuno vincendolo altri soltanto convincendo, ma quello di cui ero affascinato era la sua capacità organizzativa. Ancora vivo nella memoria rimane il torneo di Singen in Germania nel giugno del 1996. Da quelle parti ero stato, prima di entrare in Polizia, a lavorare come Giulio. Molte cose avevamo in comune: oltre all'amore per lo sport e il calcio in particolare, eravamo anche coetanei. Fu attento e meticoloso nel predisporre la trasferta.
All'arrivo in Germania, trovammo pronti gli opuscoli informativi, i completi da calcio e le tute. Giulio in ogni cosa che faceva impegnava tutto se stesso e non chiedeva di meno a chi condivideva con lui un’esperienza, non solo lavorativa. Sul campo di calcio era caparbio, mai arrendevole, sempre corretto, responsabile e coscienzioso e per lui, il campo di calcio si estendeva oltre al rettangolo di gioco, allorquando si metteva piede sul pullman ed iniziava la trasferta fino all'albergo in cui alloggiavamo. Troppo per noi che pensavamo soprattutto al divertimento. Così quella sera, nonostante la sua stretta sorveglianza per impedire che qualcuno di noi uscisse, io ed altri tre colleghi , passando per la finestra , dell'Hotel, andammo in discoteca.
Il giorno dopo Giulio, fregandosene altamente che qualcuno di noi fosse pedina fondamentale di quella squadra, ci fece vedere la partita da bordo campo. Morale: il torneo lo vincemmo e, soprattutto, fummo premiati come squadra
più corretta. Seguirono altri tornei all'estero ma soprattutto Giulio riusciva a coinvolgere la massa in quelle trasferte, dai giocatori agli accompagnatori, con lui i pullman erano sempre strapieni. Smise di organizzare tornei e partecipazioni, nel 2001 esasperato dalle avversità incontrate in un torneo all’estero. Di calcio giocato (e organizzato e allenato) Giulio è sempre vissuto, ed il calcio se lo è portato via il 25 aprile 2005 mentre percorreva la strada che da casa lo portava in Questura. Doveva prestare servizio in occasione di un incontro di calcio del suo Ascoli. Per la prima volta Giulio allo stadio è arrivato in ritardo, anzi allo stadio quel giorno non è mai arrivato.....